A cura della dottoressa Benedetta Basta – e-mail: benedetta.basta@yahoo.it
Quali sono i requisiti minimi perché una pratica agopunturistica possa considerarsi sicura, efficace e di qualità? A rispondere è un documento tecnico dell’OMS pubblicato nel 2020, dal titolo WHO benchmarks for the practice of acupuncture.
Non si tratta di un nuovo elenco di indicazioni terapeutiche, ma di uno strumento operativo in grado di delineare il quadro di requisiti minimi entro cui esercitare l’attività di agopuntura in modo conforme e uniformemente valutabile.
Il contesto
L’agopuntura è passata in poche decadi da essere una pratica medica tradizionale al venire introdotta nei sistemi sanitari occidentali, negli studi privati come negli ospedali pubblici. Questa diffusione ha messo in luce un dato di fatto: la qualità della pratica varia enormemente, e con essa il rischio per i pazienti. L’OMS ha quindi inserito il documento in una serie più ampia di standard di riferimento dedicati alle principali modalità d’intervento della medicina tradizionale, con l’obiettivo di fornire ai Paesi membri un insieme di strumenti di riferimento per regolare la disciplina.
Cosa stabilisce il documento
I contenuti si articolano su tre linee:
- una guida passo-passo alla somministrazione del trattamento, dal primo contatto con il paziente alla conclusione della seduta;
- i requisiti minimi delle infrastruttura — locali, attrezzature, condizioni igieniche — perché un servizio di agopuntura possa essere erogato in modo adeguato;
- gli elementi chiave della pratica sicura, con attenzione specifica alla prevenzione degli eventi avversi.
È proprio quest’ultimo punto il pilastro del documento. La sicurezza non rimane confinata ad aspetto marginale della pratica, ma diventa condizione strutturale: senza di essa nessun beneficio terapeutico può essere considerato accettabile.
Perché la sicurezza conta
L’agopuntura è percepita dal pubblico come una pratica “naturale” e quindi implicitamente sicura. Il documento dell’OMS richiama al rigore: gli aghi penetrano i tessuti, e questo comporta rischi reali — infezioni, lesioni traumatiche, reazioni vagali, incidenti legati all’uso improprio degli strumenti. L’adozione di aghi monouso sterili, oggi standard internazionale, ha drasticamente ridotto il rischio infettivo, ma non lo azzera se le procedure di antisepsi e smaltimento non sono corrette.
Il messaggio è chiaro: la sicurezza si costruisce su una catena di passaggi — formazione dell’operatore, condizioni del locale, scelta e gestione degli strumenti, tecnica di inserzione, osservazione del paziente durante e dopo la seduta. Un solo anello debole basta a compromettere l’intera pratica.
A chi si rivolge
Il documento parla a quattro tipi di interlocutore e questa ampiezza ne fa uno strumento di governance e non solo clinico:
- ai politici, che devono definire quadri normativi coerenti;
- agli operatori sanitari, che trovano un riferimento per autovalutarsi;
- agli istituti di formazione, che possono allineare i programmi di insegnamento;
- al pubblico, chiamato a riconoscere una pratica qualificata.
Il valore di un riferimento comune
La forza di un documento come questo sta nel costruire un linguaggio comune. Fino a quando ogni Paese — e talvolta ogni singola scuola — definisce a modo proprio cosa significhi “praticare bene” l’agopuntura, resta difficile confrontare pratiche, valutare outcomes, riconoscere professionalità, tutelare i pazienti. Gli standard di riferimento dell’OMS non sostituiscono le normative nazionali, ma offrono il metro di riferimento rispetto al quale indicazioni e linee guida locali possono essere misurati.
In un’epoca in cui la medicina tradizionale cinese sta abbandonando la marginalità di tecnica “alternativa” per integrarsi a pieno titolo nei percorsi di cura dei pazienti, avere a disposizione standard chiari di riferimento è l’unica strada per trasformare una pratica antica in una risorsa sanitaria affidabile e sicura.
WHO benchmarks for the practice of acupuncture. Ginevra: Organizzazione Mondiale della Sanità; 2020. Licenza: CC BY-NC-SA 3.0 IGO
Di seguito l’articolo completo. Per sfogliare le pagine, cliccare sul documento e poi sulle frecce che appaiono in basso.