
Titolo e rivista: Agopuntura per il deterioramento cognitivo post-ictus: meccanismi ed evidenze cliniche (Neuropsychiatric Disease and Treatment, 2 gennaio 2026)
Autori: Chen et al.
Parole chiave: agopuntura; ictus; deterioramento cognitivo; demenza; meccanismi di azione; cervello
Riassunto
Una revisione completa pubblicata su Neuropsychiatric Disease and Treatment il 2 gennaio 2026 ha sintetizzato le evidenze disponibili dal gennaio 2020 al settembre 2025 sull’efficacia dell’agopuntura nel trattamento del deterioramento cognitivo post-ictus (Post-Stroke Cognitive Impairment, PSCI). Si tratta di un lavoro particolarmente recente che offre una panoramica aggiornata sia dei dati clinici sia dei principali meccanismi biologici coinvolti.
Il PSCI rappresenta una delle più frequenti sequele dell’ictus, interessando oltre un terzo dei sopravvissuti, con importanti ripercussioni sulla qualità di vita dei pazienti e un rilevante impatto socioeconomico.
Gli autori identificano tre principali meccanismi attraverso cui l’agopuntura potrebbe esercitare effetti neuroprotettivi e favorire il recupero cognitivo:
- Modulazione dell’unità neurovascolare (NVU), mediante il miglioramento del flusso ematico cerebrale e della perfusione tissutale, la preservazione dell’integrità della barriera emato-encefalica e la riduzione dei processi neuroinfiammatori.
- Rimodellamento delle reti cerebrali, attraverso la modulazione della neuroplasticità, della connettività funzionale cerebrale, dell’eccitabilità delle aree corticali coinvolte nei processi cognitivi e delle funzioni nodali dei network cerebrali.
- Regolazione del metabolismo energetico cerebrale, con effetti positivi sulla funzione mitocondriale e sull’utilizzo del glucosio da parte del tessuto nervoso.
Le evidenze cliniche più recenti supportano queste osservazioni. Uno studio multicentrico randomizzato pubblicato nel 2025 ha mostrato un miglioramento significativo delle performance cognitive nei pazienti trattati con agopuntura rispetto ai controlli, mentre diverse meta-analisi hanno confermato benefici sui principali test cognitivi, tra cui MMSE e MoCA.
Gli autori concludono che l’agopuntura rappresenta una strategia terapeutica promettente per il PSCI, supportata da basi fisiopatologiche plausibili. Rimane tuttavia necessaria la conduzione di ulteriori studi clinici di elevata qualità per consolidarne il ruolo all’interno dei percorsi riabilitativi post-ictus.
Il link all’articolo completo è il seguente: https://pmc.ncbi.nlm.nih.gov/articles/PMC13091630/
A cura del dott. Filippo Umberto Rotta – dott.filippo.rotta@gmail.com
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