Dall’ UNO al DUE per riconfermare l’UNO
Dott.ssa Alessia Borionetti dr.alessiaborionetti@gmail.com
Dalla visione energetica unitaria, a quella strutturale dicotomica
Se negli anni, con l’emergere di un approccio che teneva sempre più conto della forma e della struttura xingti, si è andati a indentificare l’essere uomo o donna in maniera categorica e distinta, l’approccio originario cosmologico, che teneva conto della natura innata bingxing dei fenomeni naturali e degli esseri, considerava invece semplicemente yin e yang come due manifestazioni della stessa unica realtà (Taiji). [1]
Nel mondo cinese il concetto di yin/yang parte dall’osservazione fenomenica della Natura dove è inevitabile prendere atto della dualità in essa presente e ciclicamente ridondante, dove concetti agli estremi risultano mutualmente necessari per l’esistenza dell’opposto. Si spiegano così il giorno e la notte, la luce e il buio, la vita e la morte, il caldo e il freddo, il movimento e la staticità, l’estate e l’inverno, il cielo e la terra, il maschile e il femminile etc.
Molteplici sono le rappresentazioni dello yin/yang e la loro validità è legata al mantenimento del nesso organico che le unisce. Essi sono significanti con caratteristiche diverse, ma mutualmente necessarie, la cui “prevaricazione cortese reciproca” data dalla loro ripetitiva alternanza e inseparabilità non colloca nessuno dei due a uno stato qualitativo di superiorità o inferiorità, ma nel loro coesistere vanno a costituire quell’unica realtà esistente che è il Dao, la Via, la Spontaneità Naturale intrinseca in ogni realtà fenomenica presente sulla terra, la legge naturale che tutti, più o meno consapevolmente, inevitabilmente seguiamo.[2]
Per quanto riguarda il Taiji, esso è una rappresentazione figurativa dei meccanismi che regolano il rapporto e l’interazione yin/yang, esso è espressione della loro coesistenza nelle innumerevoli manifestazioni della vita. Senza l’impeto vitale dello Yang, lo Yin, immobile e inerte, non potrebbe crescere, manifestarsi e sviluppare tutte le sue potenzialità. Senza la stabilità dello Yin, lo Yang non avrebbe un supporto su cui radicare la sua vitalità. Lo yang anima lo yin e lo yin permette allo yang di radicarsi. Una delle rappresentazioni più conosciute del Taiji è la seguente:

Figura 1: il simbolo del Taiji
In essa la parte nera rappresenta lo yin e la bianca lo yang. Lo yin al massimo grado contiene comunque al suo interno lo yang rappresentato dal cerchio più piccolo di colore opposto e lo yang al massimo grado contiene lo yin, il tutto a indicare che yin e yang sono aspetti della vita e degli esseri sempre contemporaneamente presenti.
Un’altra rappresentazione del Taiji, anche se meno conosciuta, è la seguente e si rifà all’Yijing- Classico dei Mutamenti.[3]

Figura 2: il simbolo del Taiji secondo il Classico del mutare
Le rappresentazioni presenti nel Yijing sono caratterizzate da linee intere per lo yang e spezzate per lo yin a formare progressivamente 8 trigrammi e da essi 64 esagrammi, andando a riproporre il concetto che la vita, anche nella sua grande variabilità, è possibile solo grazie all’unione dello yin e dello yang.
Nello Yijing, infatti, tutto ha origine dal trigramma cielo e dal trigramma terra. Il trigramma Qian, il cui simbolo è il Cielo, rappresenta la forza creativa o distruttrice, cioè la forza del cambiamento ed è costituito da tre linee intere e viene interpretato come il Padre di ogni creazione.

Figura 3: trigramma Qian
L’altro trigramma da cui tutto si origina è Kun, il cui simbolo è la terra, rappresenta lo spazio che accoglie l’azione sia essa creativa o distruttiva, il cambiamento senza il quale non si avrebbe l’evoluzione, è costituito da tre linee spezzate (spezzate perché accolgono, fanno entrare) ed è interpretata come la Madre di ogni creazione.

Figura 4: trigramma Kun
Affinché si generi la vita questi due trigrammi devono incontrarsi e scambiarsi reciprocamente parte
di sé:
“The way of the Creative (Qian) brings about the female.
“La via del Creativo (Cielo) porta alla femmina”
‘’The way of the Receptive (Kun) brings about the male”.
‘’La via del recettivo (Terra) porta al maschio”[4]
Si genererà conseguentemente il trigramma Kan, che simboleggia l’acqua, che è costituito da una linea yang interna e due linee yin esterne, nato dall’unione di una parte di cielo alla terra: (La via del Creativo (Cielo) porta alla femmina). La presenza del calore, linea yang, fa si che l’acqua non ghiacci, ma muti stato, cambi forma, pur rimanendo sempre sé stessa, nella sua adattabilità racchiude in sé la potenzialità di generare una vita e di accogliere tutte le trasformazioni necessarie perché questo avvenga. Potrebbe sembrare passiva, ma in realtà nutre dentro di sé le radici del cambiamento e la scintilla che dà il via alla vita. Non a caso la vita è partita proprio dall’acqua come ci ricorda Michel Odent, medico chirurgo francese del nostro secolo, in “Siamo figli dell’Oceano” dimostrando nel suo scritto la profonda, ancestrale ed istintiva connessione, di cui spesso ci dimentichiamo, tra noi uomini e il mare.
Come si è generato il trigramma acqua, così si viene a generare a sua volta il trigramma li, che simboleggia il fuoco, e che è costituito da una linea yin interna e due yang esterne, e nasce dall’unione di una parte della terra Kun al cielo Qian: [La via del recettivo (Terra) porta al maschio]. La presenza della linea yin freddo fa si che il movimento volatile e caotico intrinseco nel fuoco, venga controllato da un elemento mitigante, che lo raffredda e lo radica.

Figura 5: trigramma Kan e Li da Qian e Kun
Fuoco e Acqua che si generano, sono rispettivamente yang e yin, i due poli opposti che assieme costituiscono l’asse della vita, il fuoco che non brucia perché controllato dall’acqua che a sua volta non ghiaccia perché scaldata dal fuoco e insieme, solo se in equilibrio, generano e garantiscono la vita.
All’interno di un discorso medico, questo aspetto lo si trova applicato alla medicina tradizionale cinese. L’asse della vita: il fuoco e l’acqua tenendo conto dei 5 movimenti; shao-yin tenendo conto dei 6 livelli energetici; a cui corrispondono cuore e rene tenendo conto degli zang; sono la radice da cui dipende sia la nascita di una nuova vita, sia il mantenimento di quell’equilibrio interno all’organismo da cui dipende lo stato di salute. Infatti, il buon funzionamento dell’asse fuoco e acqua, l’asse shao-yin, sta alla base dell’equilibrio o del disequilibrio da cui può derivare uno stato di salute o di malattia. Ovviamente la visione è semplicistica rispetto alla complessità dell’analisi eziologica della malattia che può coinvolgere infiniti elementi e quadri sindromici, ma è innegabile che alla radice profonda di ogni disarmonia vi sia l’asse fuoco-acqua il cui scambio deve sempre essere garantito e mai interrotto.
Fatte queste premesse possiamo arrivare ad affermare, per concludere, che il pensiero originario cosmologico espresso dal taiji ha da sempre mostrato uno yin e uno yang che sono energeticamente diversi, ma significativamente uguali, identificati anche nel dualismo femminile e maschile, madre e padre[5] , ma mai concepiti in maniera dicotomica e separatista in quanto entrambi sono sempre presenti in ogni fenomeno naturale e in ogni essere vivente, sia dal punto di vista strutturale e sia dal punto di vista funzionale. “L’uomo vivente ha un corpo che non si sottrae mai allo yin/yang” e la cui complementarietà, come si è visto, è sempre stata considerata irrinunciabile al fine di generare la vita e di mantenerla.
Dall’unità al dualismo e il progressivo interesse per la fisiologia femminile
Anche se con qualche accenno antecedente, è durante la dinastia dei Song[6] e successivamente dei Ming[7], che si instaura un approccio medico dicotomico. In questo periodo si ha il passaggio da una visione androgina del corpo umano a una visione dualistica dell’essere uomo e donna. Esasperando molto il concetto è come se yin/yang si estrapolassero dal corpo androgino e rappresentanti rispettivamente del sangue e del qi, si identificassero nei due sessi donna e uomo. Questa tendenza, legata a un approccio sempre più strutturale, se da un lato ha portato ad allontanarsi da una visione energetica unitaria, dall’ altro però ha determinato un crescente interesse nella fisiologia femminile e la nascita del fuke, inteso non solo come l’insieme dei discorsi sulla donna, ma proprio come branca medica, oggi conosciuta come ginecologia. L’equivalente branca maschile, il nanke, tradotto con andrologia, nascerà invece a partire dal sedicesimo, diciassettesimo secolo.
Riassumendo il cambiamento avvenuto nell’approccio medico si potrebbero identificare tre passaggi. Inizialmente il corpo veniva concepito come androgino ed era costituito dall’omologia del femminile e del maschile espressione della legge naturale dello yin e dello yang che struttura ogni cosa e ogni fenomeno naturale; successivamente si è iniziato a considerare il corpo come costituito da sangue xue e da energia qi, concepiti come una delle rappresentazioni dello yin e dello yang all’interno del corpo e quindi interdipendenti e necessari l’uno all’altro, e infine si è approdati a concepire separatamente questi aspetti attribuendone uno alla donna/xue e uno all’uomo/qi,[8]
arrivando a disgiungere, almeno concettualmente, ciò che ai fini della vita è inseparabile.
All’interno della prima letteratura medica, il tema legato alla donna che si riscontra è soprattutto la gestazione, di cui ne sono esempi il Tai Chan Shu, il Huainanzi, il Huagdi Neijing Ling shu, il Mai Jing di cui non mi dilungo a parlare perché esulano da questa trattazione.
La sola presenza del tema della gravidanza nella prima letteratura medica che riguarda la donna, penso sia dovuto al fatto che la capacità di generare una vita abbia sempre, nella sua incomprensibilità, suscitato un senso di mistero, di curiosità e forse anche di timore, poiché è la manifestazione del femminile che rende l’essere umano così tanto somigliante alla Natura e alla sua forza creatrice.
All’interno di questa riflessione mi viene spontaneo fare un parallelismo tra quanto si legge nei manoscritti del Tai Chan Shu[9], riguardo al concepimento e quanto si legge nel Tao Te Ching di Lao Tzu, risalente al VI sec a.C. riguardo alla creazione.
Nel Tai Chan Shu si legge:
“Thus when human beings are engendered, having entered into obscure darkness and exited from obscure darkness, they first become humans”.
“Così, quando vengono generati gli esseri umani, si deve entrare nell’oscura oscurità e si deve uscire dall’oscura oscurità, così nascono gli uomini”
Questa frase, che allude evidentemente all’atto sessuale, lascia però trasparire nell’espressione “obscure darkness” una nota di mistero e di timore, che, come già accennato, era connessa alla nascita di una nuova vita. I commenti dicono che in un’altra traduzione “Model Of Way” si legge:
“The empty and formless its central seam is obscurely dark (mingming); it is the place from which the myriad creatures come into being”.
“Vuota e senza forma la sua cucitura centrale è oscuramente scura; è il luogo dal quale la miriade di creature si generano”
Il tutto per dire, che al di là del riferimento all’atto sessuale, il concepimento è paragonato all’emergere degli esseri viventi da un luogo vuoto, misterioso e oscuro, ma che ha in sé tutto il potenziale per generare una vita. Non si può non citare a tal proposito anche il Tao Te Ching di Lao Tzu[10], risalente al VI sec a.C., che assieme al Chuang Tzu è considerato uno dei testi fondamentali del taoismo e che dice riguardo alla creazione:
“Lo Spirito della Valle
Vive Eterno
Ha nome Femmina misteriosa
Nella Femmina Misteriosa
Vi è una Fessura
E ne escono Cielo e Terra
È un Filo che da sempre
Da sé fila se stesso
Ed a sé stesso attinge Di Continuo
E mai si esaurisce”.
La presenza di un parallelismo tra creazione e procreazione a me pare evidente e non stupisce se proviamo a immedesimarci in un approccio alla vita assolutamente “naturalistico”: il potenziale del Vuoto, oscuro e misterioso, che avvolge tutti i nostri interrogativi esistenziali è ciò da cui ha inizio e continua a generarsi la vita nelle sue infinite forme, allora come ora, e che accomuna entrambe, creazione e procreazione.
Le tematiche sulla donna nei secoli successivi e in particolar modo a partire dalla dinastia Song (come già detto) aumenteranno, al tema della gestazione si affiancheranno altri temi derivanti dallo studio della fisiologia medica femminile. Il tema cardine per molto tempo sarà il mestruo condizionando notevolmente l’approccio alla donna da più punti di vista: medico, energetico, sociale e antropologico. Solo in tempi molto più recenti si inizierà ad approcciare alla donna con una visione molto più ampia e consapevole, arrivando anche ad analizzare e valorizzare il periodo della menopausa, abbandonando la visione secolare per cui veniva considerato il momento che segnava il declino della donna che non può più generare una vita.
Quando riescono a liberarsi da questa visione, infatti, le donne stesse riescono ad accettare la menopausa e a viverla come un periodo di cambiamento fisiologico che non le priva di valore, ma anzi che spesso fa emerge una rinascita, una reinvenzione e la scoperta di nuove versioni di sé, a volte più in equilibrio e in sintonia con il profondo sé, di quelle di quando erano anagraficamente più giovani.
Ma perché ad un certo punto alcuni medici arrivarono a teorizzare che “le donne dipendono dal sangue” andando conseguentemente a condizionare, nel bene e nel male, l’approccio medico e energetico dei secoli successivi?
Non c’è da stupirsi troppo di questa associazione se si prova ad immedesimarsi nel tentativo di comprendere, con le conoscenze mediche di allora, la fisiologia del corpo umano e in questo tentativo si pensi ai primi approcci alle “tanto misteriose e anche temute mestruazioni”, che hanno da sempre contraddistinto e troppo spesso stigmatizzato le donne, e che sono da sempre viste come espressione sia della capacità generativa, sia dello “scarto” del corpo al punto da vedere attribuito a loro l’espressione tradotta in inglese “the power of pollution”, il potere dell’inquinamento.
Li Shizhen esprime il potere metamorfico che si credeva avesse il sangue nella donna con questa frase:
“Prima del concepimento, scende come mestruo; dopo il concepimento, nutre il feto; dopo la nascita, il rosso si trasforma in bianco, e diviene latte”.
Questa affermazione fa ben comprendere come il sangue nelle sue cicliche e ritmiche manifestazioni sia espressione dello stato di salute della donna in generale e del suo apparato riproduttivo in particolare.
Questo aspetto non ci è difficile constatarlo anche nella nostra pratica clinica quotidiana dove nell’affrontare qualsiasi disturbo femminile non possiamo e non dobbiamo astenerci dall’indagare i segni clinici riguardanti il mestruo e la sua ciclicità perché spesso rivelatori di elementi importanti per la comprensione sindromica sottostante la sintomatologia.
Alla luce di quanto detto da Li Shizhen, il sangue nella donna veniva necessariamente concepito come “diverso” rispetto al sangue che ovviamente hanno anche gli uomini e a tal proposito forse ci chiariscono un poco le idee Yang Shiying, un dottore del periodo Song del Sud (1127-1279), e successivamente lo stesso Li Shizhen, dicendo: [11],[12]
“Sia uomini che donne hanno sangue e qi; però la gente dice che nelle donne il sangue è fondamentale. Perché? Perché il sangue femminile è più potente del qi. Si raccoglie nel fegato, attraversa l’utero, ed è coordinato dal cuore; sale e diviene latte materno, discende e diventa mestruo, si unisce al seme e forma l’embrione”.
Il sangue Xue che per sua natura necessita del Qi per essere dinamizzato e che a sua volta per esso costituisce l’elemento fondamentale affinché si radichi, sembra non sia il sangue a cui ci si riferisce in questo contesto, altrimenti non sarebbe una prerogativa solo della donna. Vorrei ricordare che l’equilibrio qi e xue, espressione dello yang e dello yin all’interno dell’organismo è espressione di quel dualismo intrinseco alla natura, la cui inscindibilità e coordinazione sono necessarie, nel caso specifico dell’aspetto medico, per lo stato di salute sia della donna che dell’uomo.
Alla luce di quanto detto e delle frasi sopra citate, quello della donna, passatemi il termine, appare come uno “xue dai super poteri”, tanto che sembra ci si riferisca a qualcosa di diverso dal “semplice” sangue e che vada ben oltre la semplificazione che ne è stata fatta.
Si inserisce qui un tema tanto interessante quanto in parte “inafferrabile alla nostra comprensione”, che è quello del Tian Gui che sembrerebbe essere ciò che rende il sangue mestruale non semplice sangue, ma ciò che dà alla donna il potenziale per generare la vita. Si legge infatti nel SuWen:
“All’età di 7 anni il qi del Rene è rigoglioso, denti e capelli crescono…all’età di 14 anni il tiangui arriva, il ren mai è aperto e il chongmai abbondante, il flusso mestruale scende al tempo dovuto per cui si può procreare…all’età di 49 anni il ren mai è debole, il chongmai impoverito, il tiangui declina, la via della terra non è aperta, perciò l’aspetto esteriore si deteriora e non si può procreare.”
Tian corrisponde al cielo, Gui, l’ultimo dei dieci tronchi celesti, si riferisce all’elemento acqua nel cosmo. Due leggi universali, appartenenti si potrebbe dire al cielo anteriore che condizionano gli esseri viventi nel loro vivere il cielo posteriore. Definito “rugiada celeste”, il Tian Gui condivide con essa l’origine dai cieli e il potere di nutrire e rendere fertile la terra nel momento in cui entra in contatto con essa. La rugiada infatti è quel fenomeno naturale caratterizzato dalla precipitazione allo stato liquido del vapore acqueo presente nei cieli sulla terra, e che è fondamentale perché è benefica per la vegetazione soprattutto nei periodi di siccità o nei luoghi desertici. Non a caso la rugiada compare nei testi sacri di più religioni come elemento che conferisce fecondità. A conferma di questo:
“Il mestruo in origine non è semplice sangue, ma acqua che è un tutt’uno con il cielo; origina nei Reni, è essenza dello yin estremo e possiede il qi dello yang estremo; perciò ha il rosso del sangue pur non essendo sangue, così viene detto tiangui”[13]
Torniamo al discorso medico e proviamo a interpretare il Tian Gui con un linguaggio moderno, ma che tenga conto anche dello yin/yang. Con Tian Gui emerge un concetto di sostanza yin alquanto impalpabile “acqua non sostanziale”, ma estremamente attiva yang “possiede il qi dell’estremo yang” e che potremmo attribuire al sistema endocrino. Il sistema ormonale, legato al rene, costituisce l’essenza dell’essere, il “jing” nella sua forma dinamica e funzionale è, in questo caso specifico, l’attività dell’asse ipotalamo-ipofisario che regola non solo l’inizio, ma anche il buon funzionamento della fisiologia femminile.
Quando il Tian Gui compare nella vita della donna, e potremmo dire si raggiunge la maturazione dell’asse ipotalamo ipofisario, inizia il tempo delle mestruazioni e della fertilità; al suo declino termina sia il ciclo mestruale sia la sua capacità di procreare e lo Xue torna a essere semplicemente sangue.
Proprio per tutti questi motivi verso la fine della dinastia Song le mestruazioni, con la loro ciclicità mensile, riflesso di quella lunare (argomento che vedremo in seguito), con la loro stretta relazione con lo stato di salute e di fertilità della donna, con il loro aspetto di sangue, ma che forse proprio solo sangue non è, diventano l’argomento più importante e più largamente discusso del fuke, tanto da meritare una trattazione a parte.
Se da un lato questo ha portato a categorizzare un settore e a perdere la visione del tutto, dall’altro ha permesso nel tempo e con il progredire delle conoscenze, di comprendere la fisiologia femminile in maniera dettagliata e, analizzandola attentamente, riscoprire in essa la massima espressione di quell’ unità inscindibile dello yin yang, riflesso tangibile della natura, da cui siamo partiti arrivando a riaffermare la visione cosmologica originaria.
La fisiologia femminile: esempio di unità energetica e sincronismo con la Natura
“Tra cielo e terra si trova l’uomo. L’energia dell’uomo è influenzata da questa combinazione di energie, del cielo e della terra e accade lo stesso per tutti gli esseri viventi di questo mondo”
Cap. 68 del SuWen
“La luna cresce e diminuisce…le mestruazioni vengono una volta ogni luna, con un mutuo accordo, perciò sono chiamate acque della luna”
Li Shizhen( 1518-1593), Bencao Gangmu
Compendio di materia medica
La fisiologia femminile nella sua ciclicità mensile è un riflesso tangibile della ciclicità regolata dalle leggi del cielo e della terra a cui l’essere umano assieme a tutte le altre creature e fenomeni naturali risponde e che va ben oltre alla dicotomia strutturale a cui si è approdati. Yin e Yang coesistono intercambiandosi mensilmente e la salute della donna dipende proprio dal mantenimento di questo equilibrio la cui perdita con la prevaricazione di uno sull’altro determina l’insorgenza dei diversi disturbi ginecologici.
Prima di iniziare ci tengo a fare un rapido excursus sulle mestruazioni dette anche Acque Lunari.
Le mestruazioni son state per secoli motivo di stigmatizzazione della donna perché viste come qualcosa di impuro, per le quali lei stessa ha sempre provato disagio. Non che oggi, nonostante gli apparenti passi in avanti, se ne parli con naturalezza, siamo nell’epoca dell’ipocrisia e dell’emancipazione contradditoria dove a donne apparentemente sicure di sé, se chiedi del ciclo mestruale si imbarazzano e non sanno neanche dire che caratteristiche abbia, ma almeno non viene impedito di parlarne.
In realtà anche se viste come impure, le mestruazioni sono da sempre espressione della potenza del femminile: in senso stretto della sua capacità di generare una vita, ma in senso molto più ampio della sua capacità mensile di rinnovarsi in senso fisico e psichico. Infatti la ritmicità mensile della donna determina quell’azione omeostatica che la preserva dal degrado degli anni e contribuisce, si è scoperto poi successivamente, alla sua maggior longevità, in media, rispetto all’uomo.
Quello che si nota con una visione d’insieme è che sia che generi una vita, sia che si rinnovi a livello psichico e fisico, il ritmo della sua ciclicità è sincrono con quello della luna: la gravidanza fisiologica dura dieci mesi lunari e il ciclo mestruale ha la durata circa di un mese lunare.
La luna, o meglio quella che si è scoperta essere la forza gravitazionale esercitata da come si allineano tra loro luna terra e sole, ha da sempre condizionato i livelli delle acque terrestri, determinando le alte e le basse maree, e con essi la vita dei marinai e degli abitanti delle aree limitrofe ai mari e agli oceani che hanno sempre dovuto tenerne conto per le loro attività e per i loro insediamenti. Questi elementi che hanno da sempre un’influenza sulla massa d’acqua del pianeta terra, ce l’hanno anche su quella che costituisce i nostri corpi e questo è stato sempre più evidente e tangibile per quanto riguarda la fisiologia femminile nel ciclo mestruale e nell’evoluzione del parto spontaneo.
Ovviamente dobbiamo tornare a un’epoca in cui l’inquinamento luminoso non c’era e le luci della natura erano le sole a scandire il ritmo circadiano e a condizionare la fisiologia dei corpi in maniera molto più evidente che al giorno d’oggi dove tutto spesso viaggia ad un ritmo parallelo e asincrono rispetto a quello della Natura. Andiamo alla stessa velocità mattino pomeriggio e sera e le notti, fatte per rallentare, rifocillarci e “spegnerci” sono, soprattutto nei contesti urbani, più abbaglianti quasi del giorno e non conciliano il rallentamento del ritmo quotidiano, sballando anche quello fisiologico. In tutto questo la conoscenza delle fasi lunari è segregata in qualche recondito angolino del nostro cervello ancestrale e lasciata ad appannaggio di pochi che la studiano o per interesse o perché fanno attività per cui la conoscenza di esse fa ancora la differenza: come gli amanti del navigare, e tra questi mi inserisco! La conoscenza della fasi lunari in una navigazione notturna, che avvenga in notti senza luna, o notti con la luna piena fa una radicale differenza poiché permette di prevedere le maree sia ai fini di una navigazione costiera sicura, sia per gli ormeggi. Ma non divaghiamo troppo e torniamo all’influenza sulla fisiologia femminile. Oggi quest’aspetto è molto meno evidente rispetto a un tempo soprattutto per quanto riguarda il ciclo mestruale. Infatti ogni donna ha il proprio ciclo che per quanto, se regolare, sia più o meno di durata pari a un ciclo lunare, in realtà non è sincronizzato alla luna di quel mese. Questo non solo è legato a quanto ho detto prima riguardo al nostro stile di vita e “all’inquinamento luminoso” delle nostre vite, ma anche all’ abituale e a mio parere troppo frequente utilizzo di estroprogestinici che inibiscono la ciclicità mestruale facendo perdere, tra le altre cose, anche la capacità di quell’ascolto e di quella sintonizzazione interna che fa parte della conoscenza di sé. Le donne oggi non si ascoltano e non si conoscono a tal punto che senza le applicazioni sui telefonini spesso non sanno neanche dire in che fase del ciclo sono. A rimanere condizionati dalla luna, o meglio, come vedremo successivamente dall’ influenza gravitazionale dei corpi sole terra luna, in maniera più diretta rimangono i parti spontanei. Le ostetriche sottolineano che il parto spontaneo avvenga con più frequenza con la luna nuova, mentre con la luna piena un maggior numero di parti naturali debba essere indotto. Riflettiamo sul perché.
Partendo ad analizzare le maree possiamo dire che esse possono essere definite Sizigiali e sono quelle che si verificano nei periodi di Luna Piena o Nuova e perciò quando sole e luna si allineano sullo stesso asse determinando sia le più alte sia le più basse maree in relazione al globo terrestre; oppure di Quadrature e sono quelle del primo o dell’ultimo quarto , cioè quando il nostro pianeta ed i due astri maggiori formano un angolo di 90° ed è quando l’influenza sulla terra è minore. Esistono poi quelle Equinoziali e Solstiziali legate all’inclinazione degli assi terra sole luna durante la rotazione terrestre, ma non complichiamoci la vita e fermiamoci alle Sizigiali e a quelle di Quadratura .[14]
Durante la luna nuova, cioè quando sole e luna sono sullo stesso asse, ma dalla stessa parte rispetto alla terra, le due forze gravitazionali si sommano, lo yin e lo yang collaborano e si potenziano, le maree sono tra le massime sia alte sia basse, si hanno la maggior parte di parti spontanei (in relazione alla gravidanza) e si ha, all’interno del ciclo mestruale, la fase di flusso. La luna piena invece è il momento in cui luna e sole, sempre sullo stesso asse, sono ai due lati opposti della terra, la forza gravitazionale del sole è maggiore, ma la luna per quanto abbia una forza gravitazionale inferiore è più vicino alla terra così le forze che esercitano sulla terra sono forti e pari tanto che le maree continuano a essere massime, ma in questo caso visto che lo Yin e lo Yang sono in equilibrio perfetto, quasi statico, si ha una maggiore frequenza di parti spontanei che vanno indotti, e nel ciclo mestruale è il momento di maggior fecondità[15] a dimostrare ancora una volta che è la legge del Dao a determinare la vita.
La fasi del ciclo mestruale[16]
Yin/Yang, sangue/qi, FSH/LH, Estrogeni/Progesterone, Luna/Sole
Simile al succedersi dei quarti di luna, le quattro fasi del ciclo femminile, caratterizzate da specifici momenti funzionali, esprimono ciascuna lo stato in cui si trovano yin e yang, sangue e qi che nel loro avvicendarsi e sostenersi ritmico riflettono l’azione pulsatile e alternata di FSH e estrogeni, LH e progesterone. Ora mettiamo in contatto il linguaggio della Medicina Tradizionale Cinese con quello della Medicina Occidentale, e per quanto possa stridere alle orecchie dei più conservatori, sovrapponiamo il linguaggio energetico del ciclo mestruale, con il linguaggio medico che esplica la ciclicità pulsatile dell’asse ipotalamo ipofisario non tralasciando l’appartenenza alle leggi cosmiche e quindi il parallelismo con la ciclicità lunare.
FASE MESTRUALE
MTC
“Lo Yang potente si trasforma nello Yin”.
Per effetto del movimento di Qi del Renmai, anche il sangue mestruale si muove e defluisce svuotando Chongmai della sua riserva materiale.
Si avvia nel corpo un periodo di graduale accrescimento dello Yin e si dissolve gradatamente la pienezza di Qi e di Yang che ha preceduto il periodo mestruale.
Se da un lato la donna si sente più stanca e potrebbe essere anche più suscettibile al freddo, dall’altro passa la tensione al seno e all’addome e potrebbe sentirsi “liberata” dalla tensione fisica e emotiva che ha preceduto la fase mestruale.
MO
Durante questa fase l’endometrio, la mucosa interna dell’utero, si sfalda e parte di essa defluisce insieme ai liquidi tissutali e al sangue. L’ipofisi intanto ha recepito il basso livello di ormoni ovarici circolanti e ha iniziato a produrre FSH e LH per sollecitare di nuovo l’attività ovarica. Così nella fase follicolare iniziale, che comincia con il primo giorno di flusso si assiste a un nuovo incremento di estrogeno ovarico e all’accrescimento di alcuni follicoli antrali, insieme alla riparazione e al rimodellamento del tessuto endometriale che sancisce la fine della mestruazione.
NEL COSMO
In una prima fase il cielo è buio e vuoto, successivamente la luna ricompare a partire da un sottile spicchio. Siamo nella fase di luna nuova, sole luna e terra sono in asse, ma luna e sole sono dallo stesso lato e benché entrambi presenti, il sole prende il sopravvento, anche se per poco, sulla luna, celando la sua immagine, ma senza annullare la sua azione, anzi le due forze d’influenza sulla terra si sommano e il qi nella donna in questa fase è forte.
FASA POSTMESTRUALE
MTC
“ Lo yin cresce e lo yang decresce”.
Il corpo femminile sotto l’impulso del qi di rene rigenera il sangue e lo yin che aumentano progressivamente per riempire Chongmai e utero e nutrire tutti i tessuti incluso quello sessuale e riproduttivo. La rigenerazione del sangue e dello yin genera nella donna una ripresa del vigore e del benessere. Con l’aumento del nutrimento portato dal sangue la donna avverte meno stanchezza e una maggior stabilità psicofisica, migliorano l’umore, il sonno e la capacità adattativa alle situazioni del quotidiano.
MO
A partire dal settimo giorno, un follicolo ovarico cresce più degli altri, si attiva così il “ follicolo dominante”, quello più recettivo e reattivo e la produzione di estrogeno aumenta in maniera proporzionale. L’endometrio si inspessisce e le ghiandole della cervice uterina iniziano a produrre muco lubrificante, ma non ancora favorevole alla salita degli spermatozoi. Siamo nella fase follicolare matura o follicolare avanzata.
NEL COSMO
Siamo nel primo quarto di luna. La luna cresce notte dopo notte e in questa fase i corpi celesti luna e sole sono perpendicolari tra loro con al centro terra. In queste situazioni l’influenza gravitazionale è minore, per quanto sole e luna siano entrambi presenti la loro influenza nei confronti della terra è meno evidente proprio perché non sono sullo stesso asse.
FASE OVULATORIA
MTC
“Lo Yin è copioso e si trasforma nello Yang”.
Lo Yin richiama lo Yang. Questa è la fase in cui Yin e Yang entrano in contatto e possono instaurare un legame armonico che in alcuni casi può indurre anche alla trasformazione dell’essenza in cellula embrionale. Per questo evento delicato e potente sono richieste coralità d’azione e puntualità raggiungibili solo dal perfetto coordinamento tra qi e sangue. L’intesa tra yin e yang porta a uno stato di maggior equilibrio psico e fisico e la coordinazione tra rene e cuore che si ha in questa fase in relazione anche all’utero tramite bao mai e luo mai dona una condizione di potenzialità ottimale, uno stato di benessere in cui ci si può muovere a proprio agio.
MO
Il follicolo dominante è cresciuto ed arrivato a maturazione, il livello di estrogeno è così alto che induce un effetto di feedback negativo a livello ipofisario riducendo la secrezione di FSH e inducendo quella di LH che determina il picco luteinico circa 24-36 ore prima dell’ovulazione che induce la rottura del follicolo, il rilascio dell’ovocita nella tuba e la successiva produzione di progesterone che guiderà la seconda fase del ciclo. Prima del picco di LH si ha l’apertura del canale cervicale e il rilascio da parte delle sue ghiandole di muco fertile che favorisce il passaggio e il movimento dello sperma. Nella fase successiva l’ovocita nel suo percorso verso l’utero può incontrare all’interno della tuba, soprattutto a livello dell’istmo, lo spermatozoo. Appena calano gli estrogeni in seguito al picco luteinico e al progressivo crescere del progesterone, il muco cervicale diventa denso, come a creare un tappo e, il progesterone in progressiva crescita, favorisce l’avanzamento dell’ovocita verso l’utero.
NEL COSMO
Nel cielo si ha la luna piena. Siamo in quella situazione in cui sole terra e luna son sullo stesso asse, ma sole e luna ai due lati opposti della terra. Entrambi esercitano una forza gravitazionale sulla terra, il sole maggiore rispetto alla luna, ma in questa fase sono perfettamente in equilibrio e questo perché in asse il sole per quanto eserciti una forza maggiore è più lontano e la luna compensa questo divario con la sua vicinanza alla terra. Tutto, anche se per breve tempo, è in perfetto equilibrio. Il sincronismo yin e yang interno alla donna, riflette quello cosmico luna sole e terra, siamo nel periodo di maggior fertilità, quando potenzialmente può innescarsi l’inizio di una nuova vita.
FASE PREMESTRUALE
MTC
“Lo Yang cresce e lo Yin decresce”.
Sostenuto dallo Yang anche il Qi cresce e circola nel corpo manifestandosi con turgore delle mammelle e tensione addominale. Le secrezioni vaginali si fanno più dense per l’esuberanza di Yang e la temperatura corporea rimane più alta. Le donne con dei disequilibri di Qi possono avere dei disturbi. In alcuni casi invece la pienezza energetica porta a maggior carica energetica e emotiva. Creatività, movimento e protezione dalle conflittualità sono strategie di questa fase che si conclude con la caduta ormonale e la mestruazione.
MO
Il follicolo, privo dell’ovocita, si trasforma in corpo luteo e continua a produrre progesterone. Sotto la sua influenza l’endometrio diventa spugnoso passando alla fase secretiva luteinica e sarebbe capace di nutrire un eventuale embrione e a favorirne l’annidamento. Il suo picco è intorno al 21° giorno, ma si mantiene relativamente alto fino alla fine del ciclo inibendo l’FSH e contenendo gli estrogeni. La sua concentrazione crollerà pochi giorni prima del ciclo.
NEL COSMO
Siamo al terzo quarto, l’immagine della luna si riduce notte dopo notte diventando infine un’esile linea luminosa. Luna e sole si riallineano sullo stesso asse, ma questa volta nuovamente dalla stessa parte rispetto alla terra e il sole occulta la luna che non si riesce a vedere, lo yang prende così il sopravvento, ma sullo stesso asse, luna e sole, sommano le loro forze d’influenza sulla terra e il qi in questa fase è forte.
Fecondazione non avvenuta: si riparte.
Se la fecondazione non è avvenuta l’azione progressiva dell’energia ravviva sempre di più la circolazione del sangue nell’utero, finché il movimento intenso e deciso del Qi del Renmai non si ripercuote sul Chongmai colmo e libera il sangue facendolo defluire. In medicina occidentale, in caso di mancata fecondazione, il corpo luteo cessa la sua attività e viene riassorbito, mentre la quantità di progesterone diminuisce notevolmente. L’abbassamento ormonale esercita un feedback positivo sull’ipofisi che si attiva di nuovo e si avvia un nuovo ciclo mestruale.
La spinta dello Yang e del Qi (la parte dinamica) in caso di mancata fecondazione determina l’avvio del flusso mestruale, ma in caso di fecondazione dà il via ad un nuovo ciclo fatto di tutte le fasi necessarie alla creazione di una nuova vita.
Conclusione
La fisiologia di una donna si gioca sul delicato equilibrio, sempre in movimento dello yin e dello yang, del qi e del sangue in cui ciascuno dei due, nel momento in cui prevarica l’altro, già gli cede il passo. Un paso doble al ritmo del Dao universale a cui nessuno di noi può sottrarsi, anche se non ballerino, ma di cui la donna, dall’origine dei tempi, ne è un riflesso tangibile ed evidente quasi come se, con la sua fisiologia, fosse la custode inconsapevole della chiave di lettura della legge universale che tutto guida.
A cura della dottoressa Alessia Borionetti dr.alessiaborionetti@gmail.com
[1] ‘’ Men and Women in He Longxiang’s Nudan hedian ‘’ Elena Valussi, Columbia College, Chicago.
[2] ‘’ Elementi di Medicina Tradizionale Cinese’’ di Jean Schatz, Claude Larre, Elisabeth Rochet del la Valle. Cultura e Medicina Tradizionale Cinese. Jaka Book.
[3] L’Yijing o classico dei mutamenti è uno tra i primi testi fondamentali della cultura cinese. La forma più antica del titolo è Zhouyi, i mutamenti di Zhou, dal nome della dinastia Zhou (1122-256 a.C.) sotto la quale il libro ebbe origine. Jing significa: classico, infatti questo libro è la canonizzazione di un antico testo oracolare come uno dei classici fondamentali della cultura cinese. Yi significa:mutamento, ma non il mutamento regolare che si manifesta nei cicli naturali come il susseguirsi delle stagioni in un anno o l’alternarsi del giorno e della notte nell’arco della giornata, ma indica il cambiamento imprevisto e fuori controllo, che trascende le leggi naturali. Nessuna situazione è statica, ma tutto muta e si trasforma incessantemente. La comprensione di questo libro implica l’accettazione di un principio, definito da Jung, sincronicità, un concetto diametralmente opposto rispetto alla causalità. Mentre la casualità è una specie di ipotesi di lavoro sul modo in cui gli eventi evolvono l’uno nell’altro, la sincronicità considera particolarmente importante la coincidenza spazio-temporale di alcuni fenomeni, crede in un’interdipendenza degli eventi oggettivi e soggettivi, materiali e psichici, come se fossero tutti dominati da un’intelligenza superiore che regola il Tutto con una ritmicità superiore a cui tutti siamo connessi anche se inconsapevolmente. ‘’I Ching, Il Libro dei Mutamenti” a cura di Richard Wilhelm con prefazione di C.G.Jung.
[4] The Secret of Golden Flower: A Chinese Book of Life (London: Arkana 1931; rpt.1987), 285.
[5] Huangdi Neijing SuWen, cap.V
[6] Dinastia Song del Nord 960-1127dC; dinastia Song del Sud 1127-1279dc.
[7] Dinastia Ming 1368-1644 dC
[8] Blood, body and gender “Medical Images of the Female Condition in China” 1600-1850 bu Charlotte Furth
[9] Il Tai Chan Shu appartiene ai sette manoscritti medici trovati nel 1973 nella Tomba 3 di Mawangdui, in Changsha, provincia di Hunan e bruciati nel 168 a.C. assieme al loro proprietario, un uomo appartenente all’elite locale. I manoscritti medici sono una testimonianza del sapere medico del III e II secolo aC. Al loro interno viene descritto anche l’uso della magia, degli incantesimi e dei rituali popolari per il trattamento dei disturbi e dei bisogni umani. La prima traduzione completa è di Donald Harper ed è basata sulle trascrizioni pubblicate in Cinese in Beijing e risalenti al 1985.
[10] “Tao Te Ching o Libro della Via e della Virtù” di Lao Tzu, il Vecchio Maestro-Bambino risalente al VI sec aC e considerato uno dei testi fondamentalo del Taoismo.
[11] “La Concezione del corpo femminile nel Daoismo” di Elena Valussi
[12] “A Flourishing Yin” di Charlotte Furth
[13] Ginecologia e Medicina Cinese di Luo Yuankai, Beijing
[14] Patente Nautica a Vela e Motore Miriam Lettori Casa editrice il Frangente.
[15] Secondo i dati emersi dall’analisi di più di 7000 parti elaborata dall’ostetrica Lina Abellán Martínez
[16] Le Acque Lunari. La Medicina Cinese e la Donna di Alessandra Gulì